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In chiusura d’anno apprendiamo da un orgoglioso padre che il giovane e saggio Luigi ha deciso di non cambiare la macchina, in attesa di tempi migliori.
Ora, io spero vivamente (ci sono ancora quasi due giorni pieni), che questa chicca rimanga insuperata, merita a tutti gli effetti il titolo di cazzata dell’anno.
Mi preoccupo, invece, per chi ci traghetterà attraverso questa crisi annunciata. Lo stesso che ha invitato ripetutamente le persone normali a consumare per sorreggere l’economia, ci informa che il figlio dell’uomo più ricco del paese (ah si, è sempre lui) non ha i soldi per cambiare macchina.
Quanto agli interventi, si brilla per coerenza: prima si detassano gli straordinari (misura notevole in fase recessiva) e poi si propone la settimana corta. Sul supporto alle famiglie siamo tranquilli: lo Stato aiuterà chi ha un mutuo se il tasso sale oltre il 4%, ovviamente spread e costi esclusi. La BCE porta il tasso sotto il 4% prima ancora che la leggi sia approvata, così il supporto avrà un rassicurante costo zero per l’erario. Nel frattempo chi saggiamente ha stipulato un mutuo a tasso fisso (sopra il 4% nel 99,9999% dei casi) non avrà alcuno aiuto.
E via dicendo, tra demagogia, annunci ad effetto e smentite immediata, tam tam mediatico e silenzi, si va via lisci, tra una cazzata e il suo contrario, un si e un no: metà Italia è all’estero in vacanza, l’altra metà conta i soldi, e immagino il povero Luigi che guarda un pò imbronciato i cataloghi che ha preso dai vari concessionari. Luigi, spero per te che l’anno prossimo sia quello buono, magari esce il modello nuovo dell’auto che desideravi. Per tutti gli altri, il mio augurio è quello di avere i problemi del povero Luigi.

