Archive for February, 2006

h1

Maleducato, e con i soldi miei

February 14, 2006

Lettere inutili

Caro capo, inutile che ti esprima il mio fastidio per il tuo continuo spam.

La comunicazione indesiderata è sempre fastidiosa, qualsiasi sia il mezzo. Ora, io capisco che la tua ansia di comunicazione ti abbia portato a passare un mese in tutti gli studi televisivi e a tappezzare con la tua faccia le stazioni, le strade, le città. In passato lo hai già fatto, hai addirittura mandato a tutti un delirante libretto con la storia della tua vita, veramente trash, devo dire. E sin qui, tutto ok, basterà mandarti a casa ad aprile perchè tutto ciò finisca.

Però, se oggi mi arriva a casa un libriccino che descrive i mirabolanti servizi informatici della Pubblica Amministrazione (e basta visitare i siti per capire di che razza di qualità siano), accompagnato da una lettera a firma tua dove sembra che le cose le abbia fatte tu e pagate tu, permettimi ma mi girano le palle.
Il problema è che tutto questo L’HO PAGATO IO. I siti inutili, i servizi inesistenti, i diritti inesistenti, il ministro fantoccio, il tuo stipendio, la lettera, la carta, l’inchiostro, il francobollo, la cassetta della posta, la tua firma di merda! TUTTI SOLDI MIEI.

Cerca di capire, non puoi utilizzare i MIEI soldi per millantare un merito del tuo governo, peraltro opinabile. E meno male che non ho un figlio nato nel 2005, sennò avrei ricevuto quella nausante lettera che hai mandato in giro, in cui mandi baci a bambini di cui non ti frega un cazzo, visto che stai loro distruggendo il futuro.

Ti dò un consiglio. Prova a cambiare il modo in cui tratti la gente. Non siamo (tutti) rincoglioniti.

h1

Lasciamola perdere

February 10, 2006
Lasciamola perdere

Gran bello spettacolo la stazione Centrale di Milano, tutta piena di slogan orientati all’ottimismo più stolido. La faccia sorridente del capo ci esorta: la sinistra dice che va tutto male, lasciamola perdere.

Ok, lasciamola perdere, e lasciamo perdere il fatto che la stazione è un campo di battaglia con una parte bloccata da lavori in corso e una parte semplicemente devastata dal consumo. Dappertutto scritte, marmi consunti, edicole chiuse, uffici informazioni senza nessuno dentro. Tutto bene. All’interno la solita affabilità degli edicolanti e la consueta coda alle casse. Tutto bene. I treni che vanno a Genova delle 18.10 e 19.10 (ora sono diventati Intercity Plus) hanno l’obbligo di prenotazione, quindi oltre il numero di posti a sedere non si sale. Dopo mezz’ora si arriva alla cassa e si, è così hai capito bene. Non si sale, oppure si sale e poi se arriva il controllore si pagano 8 euro più la prenotazione. Ah, ok. Per fare le cose per bene prenda quello dopo. Ah, ok. Ma avete aggiunto treni intermedi? No. Ah, ok. Tutto bene.

Beh, sul treno leggiamo un po’ di notizie, sicuramente edificanti. Il gas russo? Oggi -16,5%. Tutto bene. Il debito pubblico? E’ salito a quota 1.537,219 miliardi di euro. Si tratta del secondo valore più alto dopo giugno 2005 quando il debito si era attestato su 1.542,148 miliardi. Per quanto riguarda il debito assoluto, rispetto al novembre 2004, si registra un incremento del 4%, pari a 60,4 miliardi di euro. (qui).
E le entrate fiscali, calcolate dalla Banca d’Italia secondo il criterio di cassa? Sono calate dell’1,6% sul 2004 attestandosi a 356,6 miliardi di euro. L’erario ha incassato, in valore assoluto, 5,8 miliardi di euro in meno. Ma come faranno a pagare le grandi opere? Comunque, tutto bene. Abbiamo fatto fare (anzi, il capo ha fatto fare) pace tra USA e URSS. Grande. Tutto bene quindi. Ma perchè allora sono così incazzato? Forse perchè qualcuno (sempre il solito) continua a prendermi per il culo, a reti unificate, ogni giorno??

h1

Emigrazione

February 1, 2006

E’ possibile vivere in un paese in cui non funziona niente? Non è che l’Italia fosse propriamente la Svizzera, ma non mi sono mai reso conto come in questi ultimi tempi dell’inadeguatezza incredibile dei servizi, qualunque servizio. Sono sul treno, partito con 40 minuti di ritardo, di sicuro non riuscirò ad arrivare in teatro in tempo. Inutile parlare di strade ed aerei, lasciamo stare, con e senza maltempo. Provate a rivolgervi ad una banca, un ente pubblico, ad un provider di telefonia, ad un ospedale. Una tragedia. Cercate di capire il commercialista che vi parla, pagare una multa presa chissà quando e perchè, a cambiare abbonamento del telefono, parlare con un call center, traslocare e cambiare le utenze. Tutto molto inutile. Cosa bisogna fare per sopravvivere?

Aggiornamento: il treno è arrivato con un’ora di ritardo, per arrivare in tempo a teatro ho dovuto prendere un taxi, non ho cenato, la cassa automatica del posteggio non funzionava e siamo rimasti mezz’ora ad aspettare l’addetto, che per ridurre il personale è in un posto diverso (e neanche troppo vicino)…

Unica nota positiva della serata, il nuovo testimonial del conto arancio. Consoliamoci.

Franco Arancio