Archive for March, 2006

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Stanislaw Lem (1921-2006)

March 27, 2006

Grazie, per le tante ore passate insieme. Grazie, per Trurl, Klapaucius e i personoidi. Grazie, per Solaris e Pirx.

Grazie. 

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VERY IMPORTANT POST – READ CAREFULLY

March 26, 2006

Dear USA friends,

I confirm the extreme state of danger of the current Italian situation.
Your visit here could be very dangerous – for political reasons the reds are trying to use riots to turn democracy into a communist form of government.
Furthermore, the incoming terrorist attacks makes Italian situation critical.
Visit Italy only if forced (for example, by strong business reasons or war photojournalism).

Since riots could probably occur even after this 9 april, this alert will be valid until September 2006.

In this summer, my suggestion for you is to visit the notoriously safe American cities, just like Washington, New York, Los Angeles, Detroit, Chicago, New Orleans, Baghdad.
Be free to walk there in absolute safety and without any chance of troubles.
If you like, you could try to find there the reasons for which the USA are the democratic nation with the highest percentage of crimes and with the world highest number of people kept in jail.
In doing this, please pay a little attention.

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Nuovi eroi

March 24, 2006

La campagna elettorale è entrata nel vivo. Questa volta siamo arrivati all’apoteosi dello sfascio, con il presidente del Consiglio che invoca l’aiuto USA per difendere la democrazia e attacca con zelo tutte le categorie possibili (non mi risulta mancante nessuna istituzione e associazione, forse solo la Chiesa si è salvata, per ovvi motivi). Nel frattempo, la sinistra si fa dettare l’agenda politica e si  arrocca intorno a Confindustria e al nuovo paladino della libertà e della democrazia, peraltro miliardario.
Curioso, come curiosa era ieri la quinta pagina di Repubblica, divisa equamente tra un articolo sulla Confindustria e una pubblicità delle scarpe che ognuno di noi vorrebbe avere. A pagina 4, un bel riquadro con spiegato chi porta le suddette scarpe e chi le ha buttate, grande esempio del fatto che oltre ai film adesso anche la cronaca ci consente di fare pubblicità. Grazie, grande lezione di marketing dai nuovi eroi della sinistra.
Oggi, più oculatamente, l’articolo su Confindustria e la pubblicità sono in pagine diverse.

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L’usuale terrore

March 21, 2006

Fear

E’ sera tarda, ma l’autobus è pieno. Come sempre quando sono con il trolley resto in fondo, sulla piattaforma, in piedi, e stasera sono stretto in mezzo ad altri fantasmi, che tornano a casa pensando ai fatti propri. Il tizio sale dopo 3 fermate, lo noto perchè mi fa spostare. Ha un trolley, nero, vecchio, tutto consumato. Lo mette un po’ maleducatamente in mezzo al passaggio, sotto l’obliteratrice. Ci si mette a fianco, ostruendo il passaggio. E’ un tizio assolutamente normale, capelli grigi, occhiali tondi, non troppo alto, vestito normalmente. In mano un telefonino stranissimo, vecchio, con un display illuminato in verde, che tiene come un telecomando, in alto, come per proteggerlo.

Cerco di aprire il fumetto che ho in borsa, ma il bus è troppo pieno, si aprono le porte, mi spingono, le persone mi superano e si fermano al trolley nero, in mezzo al passaggio, lo spostano.

Ma il tizio dov’è? Ha lasciato il trolley! Teneva il telefonino come un telecomando, lo guardava attento!! CAZZO E’ UNA BOMBA!!! Il pensiero fluisce naturale, come se fosse naturale essere vicino ad una bomba, con un cazzone con gli occhiali che ha il detonatore in mano. Lo cerco, con terrore, non lo trovo, ok adesso scendo, devo allontanarmi dalla bomba, a costo di camminare due fermate sino a casa. Il mio sguardo spazza l’autobus, finalmente lo trovo. E’ davanti alla porta, piuttosto lontano dal trolley. Se scende è sicuramente una bomba, la lascia sul bus e poi la attiva appena partiamo.

Non scende.

Un sospiro di sollievo, mi rilasso (anche se potrebbe essere un kamikaze). Ritorno in me, dopo questi 40 secondi di terrore. Ritorno in me e mi rendo conto che ce l’hanno fatta. Mi hanno trasformato. Sono un rincoglionito.

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Ironia, ironia.

March 15, 2006

Certo che quest’uomo ha un’idea di come ci si comporta civilmente piuttosto curiosa.
Suo cavallo di battaglia è:

“Da parte mia c’è ironia e l’illustrazione di cose concrete, dall’altra parte solo insulti e offese”

(ripetuta mille volte, tra cui qui).

E poi oggi dichiara:

“E’ sempre meglio per l’Italia saper suscitare simpatia piuttosto che presentarsi a ogni riunione internazionale con quell’aria perennemente afflitta da bulldog esausto. Comunque Prodi non sa quel che dice”.

In effetti la frase è molto ironica, concreta e non insulta ne’ offende.
Vi propongo un gioco.
Provate a dire questa frase, ironica e concreta, rivolgendola ad un vostro conoscente, magari di vista o ancora meglio ad uno sconosciuto, in mezzo ad una normale discussione, magari con il volto sorridente.
Di sicuro apprezzerà la vostra ironia… Se vi va bene, vi chiederà se siete improvvisamente impazziti. Se vi va male… vabbè, fatemi sapere!

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L’infelice felicità

March 15, 2006

Tra tutti gli interventi dopo il primo round elettorale in TV, questo mi ha messo particolare tristezza:

……
“Quando ieri sera Prodi ha annunciato che il suo governo darà più felicità a tutti mi sono venuti i brividi alla schiena: la felicità ognuno se la organizza da solo”. Lo afferma il presidente del Pri Giorgio La Malfa commentando il confronto tv di ieri sera.
“Quella frase mette in luce un aspetto terrificante della sinistra che Prodi interpreta bene: la filosofia agghiacciante di uno Stato che dà la felicità ai cittadini. Ma organizzare la felicità non è compito dello Stato”.

…….

Mah. Uno che la pensa così mi deve spiegare a cosa serve uno Stato. A fare in modo che la gente si rompa i coglioni? Stia male? Oppure a creare un ambiente competitivo dove i migliori prevalgono (e quindi sono felici) e gli altri cazzi loro?
Non capisco. Secondo me è l’esatto contrario, lo Stato deve creare un ambiente in generale il più possibile felice, in cui tutti dal più ricco al più povero godono di diritti e servizi (che peraltro pagano in funzione del proprio reddito) e sono sottoposti a doveri, comuni e condivisi.
Certo che la felicità me la organizzo io. Ma in un ambiente che me lo consente.
E comunque la presenza di certi spara sentenze influisce su questa mia possibilità.

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IBSN

March 15, 2006

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Ho appena registrato il blog scegliendo un IBSN… Serve? Non serve? Mah… quello che potrebbe servire ora è cambiare il nome di questo blog in “never changing blog”, vista la frequenza dei post.