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L’usuale terrore

March 21, 2006

Fear

E’ sera tarda, ma l’autobus è pieno. Come sempre quando sono con il trolley resto in fondo, sulla piattaforma, in piedi, e stasera sono stretto in mezzo ad altri fantasmi, che tornano a casa pensando ai fatti propri. Il tizio sale dopo 3 fermate, lo noto perchè mi fa spostare. Ha un trolley, nero, vecchio, tutto consumato. Lo mette un po’ maleducatamente in mezzo al passaggio, sotto l’obliteratrice. Ci si mette a fianco, ostruendo il passaggio. E’ un tizio assolutamente normale, capelli grigi, occhiali tondi, non troppo alto, vestito normalmente. In mano un telefonino stranissimo, vecchio, con un display illuminato in verde, che tiene come un telecomando, in alto, come per proteggerlo.

Cerco di aprire il fumetto che ho in borsa, ma il bus è troppo pieno, si aprono le porte, mi spingono, le persone mi superano e si fermano al trolley nero, in mezzo al passaggio, lo spostano.

Ma il tizio dov’è? Ha lasciato il trolley! Teneva il telefonino come un telecomando, lo guardava attento!! CAZZO E’ UNA BOMBA!!! Il pensiero fluisce naturale, come se fosse naturale essere vicino ad una bomba, con un cazzone con gli occhiali che ha il detonatore in mano. Lo cerco, con terrore, non lo trovo, ok adesso scendo, devo allontanarmi dalla bomba, a costo di camminare due fermate sino a casa. Il mio sguardo spazza l’autobus, finalmente lo trovo. E’ davanti alla porta, piuttosto lontano dal trolley. Se scende è sicuramente una bomba, la lascia sul bus e poi la attiva appena partiamo.

Non scende.

Un sospiro di sollievo, mi rilasso (anche se potrebbe essere un kamikaze). Ritorno in me, dopo questi 40 secondi di terrore. Ritorno in me e mi rendo conto che ce l’hanno fatta. Mi hanno trasformato. Sono un rincoglionito.

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2 comments

  1. Quando e come sono riusciti a convincerci che ci sia un rischio reale, concreto e quotidiano che le valigie esplodano, gli aerei si infilino nei palazzi o le metropolitane si riempiano di gas?

    Siamo sotto minaccia, sotto psicosi o sotto entrambe?

    PS: nota di dettaglio: non poteva essere un kamikaze, perchè tu non eri in divisa. Cominciamo a distinguere i kamikaze autentici, quelli giapponesi che si scagliavano sull’esercito nemico, dalle bestie, dai subumani che si fanno esplodere contro i civili. Giusto per rispetto.

    PPS: già ci manchi!


  2. Sarai rincoglionito, ma è successo anche a me. Siamo in due.
    Quando sono in un posto affollato tendo sempre a mettermi dietro un pilastro, o in un angolo, insomma in un posto protetto.
    Purtroppo la probabilità di essere di fianco ad una bomba è infinitesimale ma esiste.
    Come quando entro in autostrada. Io ci penso sempre che potrei anche ammucchiarmi su un TIR.



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