Archive for April, 2006

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Il rispetto per un padre

April 27, 2006

Come al solito i media si buttano a capofitto sul comportamento del popolo della sinistra, ottusamente ed artatamente semplificato, in modo da unificare me e quei 4 stronzi che bruciano le bandiere di Israele. Una razza, una fazza, no?
Semplificare è utile e consente di sparare titoloni e di fare tante belle trasmissioni, con discussioni infinite, dando la possibilità ai signori della destra di sparare a zero sul terrorista noglobal comunista bollibambini antisionista nemico della libertà che dorme sopito in ogni votante del centrosinistra.
Da parte nostra, non credo sia sufficiente condannare la violenza. Credo sia necessario smontare le certezze di questi idioti con un lavoro accurato di dissuasione e con il continuo esercizio della dissociazione.
In ogni caso ed in ogni modo, penso non siano tollerabili e siano decisamente da condannare i fischi e le proteste a Moratti alla manifestazione del 25 aprile a Milano in quanto non solo violenti in se’, ma inutili e stupidi.

Ma, giusto per ragionare, mi domando un pò di cosette, che ovviamente nessuno ha chiesto alla diretta interessata.

Dove era Moratti l’anno scorso? Suo padre era partigiano anche l’anno scorso, ma lei alla manifestazione del 25 aprile 2005 non c’era.
Dove era Moratti negli scorsi giorni, quando i suoi compagni di coalizione, come ogni anno, insultavano nei loro consueti modi la festa della liberazione in ogni televisione e giornale?
Dove era Moratti quando la sua coalizione ha sdoganato i repubblichini, parificandoli con i partigiani, con un incredibile sforzo di unificazione nazionale postdatato che la coalizione stessa non ha certo dimostrato di avere con i suoi contemporanei?
Dove era Moratti quando il suo partito si è alleato con gli eredi di quelli che hanno mandato suo padre in un lager?
C’entra mica la campagna elettorale a sindaco di Milano con la sua decisione di partecipare alle manifestazioni, una vera primizia?

Il problema, come al solito, è di coerenza.
Non si può chiedere alla piazza, a degli sconosciuti, di dare rispetto ad un padre che non si rispetta.

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Forza coglioni!

April 17, 2006

Ci avevamo creduto, sin dall’inizio, sperando che avesse ragione: “Ma si, facciamolo governare. Ci vuole il vaccino, poi gli italiani saranno immunizzati”.
Invece no. Montanelli sbagliava. Tutti noi sbagliavamo.
Pensavamo bastasse una campagna elettorale fatta con buon senso, senza troppi voli pindarici ma facendo notare il momento difficile e i passati errori, senza neanche troppo insistere sui lati oscuri dell’avversario.
Pensavamo fosse chiara l’inadeguatezza di un movimento che si basa sulle allucinazioni di un folle, su fascisti sdoganati, sulla divisione, sulla paura, e sulla spremitura di quanto poco di buono c’è in Italia.
Invece sbagliavamo.
Abbiamo scoperto che il conflitto di interessi, i modi dittatoriali, la volgarità, la tendenza alla bugia opportuna e al voltagabbana, la censura, gli abbracci con Putin, la volontà di monopolio anche politico, la ricchezza raggiunta con mezzi almeno dubbi non sono considerate caratteristiche negative, ma sono premiate, perché in fondo almeno metà di noi vuole essere o addirittura (nel suo piccolo) è così.

Non si tratta di una semplice influenza durata 5/10 anni, ma di una malattia genetica, un cancro che ha rivelato quello che in effetti siamo e che difficilmente qualcuno potrà cambiare.

Siamo come lemming che corrono verso la catastrofe. Andiamo a raggiungere i nostri cugini argentini, anche loro afflitti da questa tara ereditaria.
Capiremo prima o poi che il mondo non è dei furbetti poveri e sparacazzate, e che tirare a campare è uno sport perdente.

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Ora basta!

April 5, 2006

Hai proprio rotto il cazzo, bisogna che cambi mestiere.

Quello che fai adesso (sebbene sia un lavoro sporco, che tu svolgi da perfetto faccendiere) non meriti di farlo.

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Altri mondi

April 3, 2006

Un viaggio in treno memorabile, passato con due ragazzi senegalesi che mi parlano del loro Marabout e dei suoi miracoli, della fratellanza Mouride, della città della felicità, Touba, della vita in Senegal (anche qui) e dell'albero della vita nel loro paradiso e mi fanno stare per un'ora in un altro mondo, con un'altra testa, con dei pensieri alti e nobili.

Grazie, Mass, per il tuo sorriso e per la tua immensa, incredibile fede. Grazie anche per il regalo, da mettere con la testa verso la porta e la coda verso il muro. Come dici tu, citando Sartre, tutto passa, solo il ricordo non è mai dimenticato.

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30 anni da mela

April 2, 2006

Apple Think Different

"Uno dei più grandi misteri per me è il nostro logo, il simbolo del peccato e della conoscenza, morsicato e fasciato completamente dai colori dell'arcobaleno disposti però nell'ordine sbagliato. Non è possibile sognare un logo più adeguato: peccato, conoscenza, speranza e anarchia". 

Jean Louis Gasse (in Linzmayer, Owen W.,  Apple Confidential: The Real Story of Apple Computer, Inc. Starch Press, 1999.)

Che dire? Gli oggetti a cui sono più affezionato, che giudico più funzionali, razionali, eleganti e piacevoli da usare sono di Apple. Auguri.