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Forza coglioni!

April 17, 2006

Ci avevamo creduto, sin dall’inizio, sperando che avesse ragione: “Ma si, facciamolo governare. Ci vuole il vaccino, poi gli italiani saranno immunizzati”.
Invece no. Montanelli sbagliava. Tutti noi sbagliavamo.
Pensavamo bastasse una campagna elettorale fatta con buon senso, senza troppi voli pindarici ma facendo notare il momento difficile e i passati errori, senza neanche troppo insistere sui lati oscuri dell’avversario.
Pensavamo fosse chiara l’inadeguatezza di un movimento che si basa sulle allucinazioni di un folle, su fascisti sdoganati, sulla divisione, sulla paura, e sulla spremitura di quanto poco di buono c’è in Italia.
Invece sbagliavamo.
Abbiamo scoperto che il conflitto di interessi, i modi dittatoriali, la volgarità, la tendenza alla bugia opportuna e al voltagabbana, la censura, gli abbracci con Putin, la volontà di monopolio anche politico, la ricchezza raggiunta con mezzi almeno dubbi non sono considerate caratteristiche negative, ma sono premiate, perché in fondo almeno metà di noi vuole essere o addirittura (nel suo piccolo) è così.

Non si tratta di una semplice influenza durata 5/10 anni, ma di una malattia genetica, un cancro che ha rivelato quello che in effetti siamo e che difficilmente qualcuno potrà cambiare.

Siamo come lemming che corrono verso la catastrofe. Andiamo a raggiungere i nostri cugini argentini, anche loro afflitti da questa tara ereditaria.
Capiremo prima o poi che il mondo non è dei furbetti poveri e sparacazzate, e che tirare a campare è uno sport perdente.

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3 comments

  1. …ma se persino in Argentina hanno votato Kirchner!!!

    Baires non è niente male… pensiamoci. Almeno là le elezioni le vinciamo noi…

    Ciao
    Skeno


  2. ma io l’ho già capito! non voglio fare questo sport, non voglio stare nella stessa squadra dei furbetti… come faccio??
    bel post, ciao


  3. ho visto un documentario di silvano agosti, prodotto per rai educational. rai educational non vuole trasmetterlo. dopo averlo finanziato, l’ha censurato. 1968-1978. ecco cosa racconta. tutte immagini prese in strada, pochi interventi di commento, montaggio quasi nullo. roma, la mia roma era piena di persone che lottavano insieme, che non si interessavano di tornare a casa per cena o di piazzare il figlio o il nipote al ministero o da un’altra parte.
    urlavano contro la televisione delle kessler e delle canzonette, la televisione non li avrebbe distratti, avrebbero lottato per le cose importanti.
    siamo stai anche così.
    cosa ci hanno fatto?
    cosa ci ha fatto “il fascismo dei consumi”?



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