Archive for June, 2006

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Buon Compleanno

June 29, 2006

happy birthday

E’ passato un anno da quando sono uscito dal negozio Apple di Fede con la scatola nera del mio Mac. Ci avevo pensato un sacco di tempo, avevo bisogno di un portatile e la scelta era obbligata. Ma all’ultimo momento avevo deciso per un Mac, una pazzia, ma era una vita che lo volevo.
E’ passato un anno e tornassi indietro lo ricomprerei. Il mio prossimo computer sarà un Mac. Lo consiglio a tutti quelli che preferiscono fare le cose in metà tempo, in maniera elegante e possedere un oggetto bellissimo e stimolante, che ti stupisce ogni giorno con qualcosa di nuovo e che è un piacere utilizzare professionalmente.

Buon compleanno, Mac. Cento di questi giorni.

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Giapponesi, mangiatevi le zanzare!

June 20, 2006

STOP KILLING WHALES

In questi giorni nella sede dell'International Whaling Commission si svolge un'accesa discussione sulla riapertura della caccia alle balene. Giappone, Norvegia e Islanda sono in prima fila con una forte attività lobbistica per eliminare il vincolo della moratoria del 1986.

Non so, non ho parole, mi sembra una vera e propria assurdità che non si riesca a far rispettare un trattato così elementare. Cosa cazzo ci facciano con le balene a scopi scientifici i giapponesi è un mistero e fermarli sarà difficile (qui). Sono pessimista, d'altro canto un mondo che non riesce a salvare i 3000 bambini che muoiono OGNI GIORNO di malaria può ben disinteressarsi delle balene. Bisognerebbe trovare qualche stronzo a cui piace mangiare le zanzare, il problema sarebbe risolto.

Aggiornamento!

Giusto domenica l'IWC ha votato una modifica all'attuale moratoria (qui e qui) in cui si dichiarano le balene causa dell'impoverimento ittico e si lascia ai paesi costieri la decisione se cacciarle o meno, per liberarsi dalla minaccia… Come giustamente dice il sito di Greenpeace, è come dire che i picchi sono responsabili della deforestazione!
Che dire? Ma andate a fanculo!

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La mosca e la filosofia

June 7, 2006

"Alcuni mesi sono trascorsi dalle ultime cose che ho scritto. Ho attraversato un sonno dell'intelletto grazie al quale la vita è stata la vita di un altro. Ho avuto frequentemente una sensazione di felicità traslata. Non sono esistito, sono stato un altro, ho vissuto senza pensare.
Oggi, all'improvviso, sono tornato a ciò che sono, o sogno di essere. E' stato un momento di grande stanchezza, dopo un lavoro senza particolare importanza. Ho poggiato la testa contro le mie mani, con i gomiti appoggiati all'alto tavolo inclinato. E, ad occhi chiusi, mi sono ritrovato."

Bernardo Soares, aka Fernando Pessoa, Il libro dell'inquietudine (1932)